Lavoro e Preghiera
Prima di addentrarci nelle vicende storiche e nell’immenso patrimonio artistico e architettonico della Badia, vogliamo porre l’attenzione sul contributo culturale e spirituale che offre il monachesimo alla nostra civiltà. La figura del monaco, per cui il tempo scorre lento in un ambiente in cui umano e divino, natura e spirito, sembrano fondersi tra loro, lascia un segno inconfondibile. Atmosfere, percezioni e sensazioni di cui ancora la Badia conserva l’eco: ascoltandolo, forse, riusciremo ancora a comprendere i geroglifici del tempo, dello spirito, dei luoghi, impressi nel profondo del nostro essere.
Correva l’anno 998
Il Diploma Imperiale del 9 luglio è la prima attestazione certa riferita a Settimo. Nasce così la Badia, allora definita come “ecclesia”, sotto la protezione del giovane Imperatore Sassone Ottone III.
Il complesso monastico è organizzato come uno spazio tipicamente cistercense: l’abbazia era la sintesi di una città ideale, fatta di dialogo urbanistico con il contesto territoriale e con le sue risorse idriche, composta di spazi adibiti alla vita monastica. Non mancano sale funzionali al duplice scopo dell’ora et labora, luoghi per la ristretta comunità dei monaci e per l’accoglienza.
Oggi viene soprannominata “L’Abbazia che creò Firenze”, per via delle grandi menti e dei grandi artisti che vi sono passati e che hanno lasciato un’impronta significativa alla città, come ad esempio Brunelleschi e Leonardo da Vinci. Non possiamo tralasciare poi l’importanza che avuto negli anni come porto e come magazzino per la comunità fiorentina.
Le opere D'arte
I dipinti: Ghirlandaio e la scuola
Uno dei pittori più amati e rispettati dell'epoca.
All’interno dell’Abbazia, lungo le pareti, si possono ammirare alcuni affreschi attribuiti al Ghirlandaio, che conferiscono all’ambiente un’aura di maestosità e raffinatezza. Nella sacrestia, invece, le opere presenti sfuggono a un’attribuzione certa, ma sono chiaramente riconducibili alla sua scuola: un’eredità artistica che arricchisce ulteriormente il fascino del luogo, in un gioco di ombre e luce che incanta e sorprende.
Le Radici
Un viaggio all'interno di uno dei più antichi e significativi insediamenti monastici della Toscana, che ha avuto un ruolo cruciale nello sviluppo spirituale, culturale ed economico della regione. Nel corso dei secoli, la Badia è stata un centro di fede e lavoro, testimone di eventi storici e custode di un patrimonio artistico di inestimabile valore.
Fondazione
La Badia di Settimo, fondata nel 998, affonda le sue radici nello spirito benedettino che animava l’Europa degli anni Mille. Un’epoca in cui il lavoro manuale e la preghiera erano inscindibili, e i monaci trasformavano il paesaggio circostante in terre fertili e ricche di cultura. Nel cuore delle dispute politiche e religiose dell’età della lotta per le investiture, la consorteria dei Cadolingi ebbe un ruolo di primo piano, sostenendo la riforma del clero e consolidando la centralità dell’abbazia. In questi anni cruciali, la Badia di Settimo divenne un punto di riferimento per la spiritualità e per la rinascita economica e sociale dell’area fiorentina.
I Monaci Bianchi
Nel 1236, l’arrivo dei monaci bianchi dell’Ordine Cistercense, provenienti dall’abbazia di San Galgano, segnò una nuova fase nella storia della Badia di Settimo. La regola cistercense, improntata alla ricerca della purezza e alla centralità del lavoro manuale, portò un nuovo spirito fatto di silenzio, preghiera e laboriosità. Sotto la loro guida, la Badia di Settimo divenne un punto di riferimento per la comunità e un luogo in cui la fede si fondeva con il lavoro quotidiano, lasciando un segno duraturo nella storia del territorio, grazie ad un importantissimo lavoro di bonifica .
Un nuovo splendore
Dal Quattrocento in poi, la Badia di Settimo conosce un periodo di rinnovamento e splendore artistico. Tra i protagonisti di questo fervore figura la bottega del Ghirlandaio, che lascia la sua impronta con dipinti preziosi ancora oggi visibili sulle pareti dell’abbazia, impreziosendo l’ambiente sacro e testimoniando la vitalità culturale di quel tempo. Nel corso del XVII secolo, la ricostruzione della cappella di San Quintino rinnova la devozione del luogo, mentre la realizzazione dell’altare centrale, intorno al 1600, incarna la solennità e l’eleganza che ancora oggi affascinano chi visita questo angolo di storia e spiritualità.Visite Guidate
Ogni domenica si celebra la Santa Messa alle ore 10.00, il sabato alle ore 17.00, mentre durante la settimana invece la funzione si svolge alle ore 17.30.
Per quanto riguarda invece le visite guidate dell’intero complesso, compresa la parte dello scavo in via di restauro, è possibile prenotare delle visite guidate per gruppi.
Le visite si possono effettuare il sabato e la domenica: sarete accompagnati da uno dei nostri esperti d’arte in un vero e viaggio nella storia della Badia. Potrete ammirare sia i lavori in corso, sia le meravigliose opere d’arte che fanno parte del prezioso tesoro che ci è stato tramandato nei secoli.
Puoi prenotare tramite telefono oppure mail, contattandoci ai seguenti recapiti:
Tel: 055 7310 537 – 377 9534 924
Email: info@badiadisettimo.it